Le parti di testo collocate in apertura di un libro - frontespizio, prefazione, introduzione - forniscono in genere una presentazione del suo contenuto e offrono quindi una serie di elementi informativi sul testo che seguirà.
Nelle traduzioni italiane delle opere di Darwin presentate in queste pagine, il ruolo rivestito dal paratesto appare di particolare rilievo.
I frontespizi indicano infatti la responsabilità di curatori e traduttori, che furono tra i maggiori naturalisti dell'epoca. Fra loro spiccano i nomi illustri di Giovanni Canestrini e Michele Lessona, cui si affiancano Pier Andrea Saccardo, Riccardo Canestrini e Lamberto Moschen. Sul frontespizio, inoltre, compare sovente il numero dell'edizione inglese che è stata tradotta, come nel caso de Sulla origine delle specie per elezione naturale del 1875 che è la versione della sesta edizione inglese; come precisa Giovanni Canestrini nell' avviso Al lettore, questa nuova traduzione si è resa necessaria dopo la precedente del 1864, sempre a opera di Canestrini e Leonardo Salimbeni, poiché Darwin aveva pubblicato nuove edizioni del suo lavoro, integrate ed emendate.
In taluni casi, poi, si aggiunge che la traduzione riscosse l'approvazione di Darwin stesso, avvicinando così il testo all'intenzione primaria del suo autore.

Proseguendo oltre il frontespizio e addentrandosi nel testo, si trovano ulteriori elementi informativi nella prefazione o introduzione dell'autore, che espone lo scopo e i limiti della sua trattazione. Nel caso de L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali sarà il figlio di Darwin, Francis, a spiegare i motivi della raccolta di scritti aggiunti in questa seconda edizione dell'opera, uscita postuma nel 1890.
Anche gli illustri traduttori aggiungono informazioni di estremo interesse nelle loro prefazioni, come nel caso dei cenni biologici (sic!) di Darwin premessi da Giovanni Canestrini a Sulla struttura e distribuzione dei banchi di corallo, che costituiscono in realtà non una biografia ma un accenno all'importanza che la teoria darwiniana rivestì nel contesto scientifico del tempo. Si segnala inoltre, per brevità e spirito, l'introduzione di Michele Lessona a L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso, in cui lo scienziato garbatamente polemizza con quanti criticano Darwin senza peraltro conoscerne il pensiero.

Una parola infine sull'apparato iconografico delle opere di Darwin, caratterizzato sempre da un'assoluta fedeltà e pertinenza al testo e che nulla concede al lusso. Le illustrazioni talvolta sono tratte da testi di altri autori, citati a piè di figura, quali la Vita degli animali di August Brehm, o elaborate dallo stesso Darwin modificando figure da testi altrui. Un caso particolare è quello de L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali, che si prestava più di altre opere a un'ampia sezione di illustrazioni e fotografie. Qui l'autore cita, in Introduzione, il lavoro di numerosi artisti e fotografi che ripresero le espressioni di animali e uomini, o che addirittura trassero matrici xilografiche da fotografie, "per essere sicuri di un'esattezza quasi assoluta".

 

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